giovedì 31 gennaio 2013

Fantasmino all'uncinetto
per San Valentino


Ciao, care uncinettomani! Per la romanticona che è in voi, ecco qua un simpatico pupazzetto amigurumi, perfetto per San Valentino: un tenero fantasmino tondetto che regge un cuoricione rosso. Ho trovato lo schema qui, in inglese, l'ho tradotto e ho confezionato un fantasmino per il Pupo. Che ne dite? Non è carino? Eccovi le istruzioni.


CORPO
con il filato bianco:
Giro 1. in un anellino magico, 6 mb (= 6)
Giro 2. 2 mb in ogni maglia tutt'intorno (= 12)
Giro 3. *1 mb, 2 mb nella stessa maglia* tutt'intorno (= 18)
Giro 4. *2 mb, 2 mb nella stessa maglia* tutt'intorno (= 24)
Giro 5. *3 mb, 2 mb nella stessa maglia* tutt'intorno (= 30)
Giri 6-10. mb tutt'intorno (= 30)
Giro 11. *3 mb, dim* tutt'intorno (= 24)
Giro 12. *2 mb, dim* tutt'intorno (= 18)
Giro 13. *1 mb, dim* tutt'intorno (= 12) Cominciate a imbottire
Giro 14. dim tutt'intorno (= 6)
Finire di imbottire. Passare il filato nelle 6 maglie e tirare fino  chiudere il forellino. Fermare e tagliare il filo.

PIEDINI (x 2)
con il filato bianco:

Giro 1. in un anellino magico, 5 mb (= 5)
Giro 2. 2 mb in ogni maglia tutt'intorno (= 10)
Giro 3. *1 mb, 2 mb nella stessa maglia* tutt'intorno (= 15)
Giro 4. mb tutt'intorno (= 15) Imbottire
Giro 5. *1 mb, dim* tutt'intorno (= 10)
Passare il filato nelle 10 maglie e tirare fino  chiudere il forellino. Fermare e tagliare il filo lasciandone una gugliata per cucire.

BRACCINE (x 2)
con il filato bianco:
Giro 1. in un anellino magico, 4 mb (= 4)
Giro 2. 2 mb in ogni maglia tutt'intorno (= 8)
Giro 3. *1 mb, 2 mb nella stessa maglia* tutt'intorno (= 12) Imbottire
Passare il filato nelle 12 maglie e tirare fino  chiudere il forellino. Fermare e tagliare il filo lasciandone una gugliata per cucire.


CUORE (x 2)
con il filato rosso:

Riga 1. 2 cat, 6 mb nella 2a cat dall'u. (lavorare le maglie strette) (= 6)
Riga 2. 2 mb in ogni maglia tutt'intorno (= 12) Voltare
Riga 3. 1 mma nelle successive 2 maglie, 1 mb nelle successive 3 maglie, (mma, ma, mma) nella stessa maglia, 1 mb nelle successive 3 maglie, 1 mma nelle successive 2 maglie, mbss nell'ultima maglia della riga precedente.
Fermare e tagliare il filo
* Per il secondo cuore, non tagliare il filo. Sovrapporre i due cuori dalla parte del rovescio e lavorare su entrambi:
1 cat, mb in ogni mb, 2 mb in ogni mma, 3 mb nella ma, tutt'intorno. Imbottire prima di chiudere. Fermare e tagliare il filo lasciandone una gugliata per cucire.

Assemblaggio
Cucire i piedini alla base del corpo. Cucire il cuore all'altezza del pancino. Poi cucire le braccine posizionandole ai lati del cuore.
Ricamare gli occhi oppure farli con delle perline nere.

Legenda: cat = catenella; mbss = maglia bassissima; mb = maglia bassa, mma: mezza maglia alta; ma = maglia alta; dim = diminuzione (si lavorano due maglie insieme).

martedì 29 gennaio 2013

Consigli beauty: gel detergente
per il viso Yves Rocher


Ed eccoci a un'altra puntata della rubrica Consigli beauty. Oggi vi voglio recensire uno dei prodotti della Yves Rocher che in assoluto preferisco: il gel detergente per il viso Pure Calmille, adatto a tutti i tipi di pelle.
Personalmente lo uso sempre al mattino, al posto di acqua e sapone, e la sera se non mi devo struccare anche gli occhi; in tal caso, preferisco usare uno struccante che vada bene anche per gli occhi, perché secondo me questo gel potrebbe irritarli un po'. Ma per la pelle del viso va davvero bene! Si deve inumidire il viso e poi applicare una piccola quantità di gel da massaggiare fino a produrre schiuma; infine si sciacqua. A questo proposito devo dire che è piuttosto difficile da sciacquare (nonostante qui da me l'acqua sia molto «dura») e bisogna insistere un po'. Alla fine però ci si sente la pelle davvero detersa, si rimane con una sensazione di pulito sul viso molto piacevole, dà l'idea di «sgrassare».
Non so voi, ma io alla fine della giornata spesso ho come l'impressione di sentirmi anche sulla pelle del viso le ore trascorse, come se smog, aria viziata, polvere e così via avessero formato una patina sul mio viso; ebbene, con questo gel la patina sparisce! E' davvero una sensazione molto piacevole; sembra quasi che ti tolga perfino la stanchezza! Io ho la pelle mista, tendente al lucido sulla fronte, ma dopo aver usato questo gel me la sento bella tesa e opaca (forse per chi ha la pelle secca è persino troppo «sgrassante»...); quindi completo il tutto con tonico e soprattutto con una crema idratante.
Il gel ha una consistenza piuttosto liquida, «acquosa», molto fresca, quindi perfetta per l'estate; il profumo è gradevole, molto discreto. Va be', vogliamo proprio  trovargli un difettuccio? Ma sì, dai: sforziamoci! Forse forse il packaging: il tubo è un po' troppo alto e quindi in certi scaffali potrebbe non entrare; inoltre la base è un po' stretta, per cui se appoggiato su una superficie non piatta (tipo in un cesto, per esempio) potrebbe anche cadere. Ma è proprio il pelo nell'uovo, sia ben chiaro.
Il prezzo è di €5,95 per 200 ml di prodotto (se ne usa poco), e spesso si trova in offerta per €4,50. Ve lo consiglio senz'altro, specie se avete la pelle normale, mista o grassa. Io lo ricomprerò di certo.
Spero di esservi stata utile. Ciao e alla prossima recensione beauty!


domenica 27 gennaio 2013

Tutorial uncinetto: la catenella


Ciao a tutte e bentornate alla mia rubrica Uncinetto: tutti i punti. Oggi vediamo la maglia «base» dell'uncinetto, e cioè la...
catenella.
Niente paura: se già avete imparato come si avvia il lavoro (tutorial qui), vedrete che è praticamente la stessa cosa. E allora... via con le foto!

1. Si comincia con il filo avviato sull'uncinetto (d'ora in poi «u.»).







2. Passate l'u. sotto il filo...











 3. ... e accavallate il filo sopra l'u.











4. Agganciate il filo con l'u. ...








5 e 6. ... e fatelo passare attraverso l'asolina iniziale.












7. Ecco che avete fatto la vostra prima catenella!









8. Ripetete fino a ottenere il numero di catenelle desiderato (l'asolina dell'avvio non conta).








 Facile, no? Nella prossima puntata, la maglia bassa!

venerdì 25 gennaio 2013

Trattore amigurumi




Vi piace il mio trattorino all'uncinetto? L'ho fatto seguendo le istruzioni che ho trovato qui; questa volta non ve le traduco perché ho apportato qualche modifica al pattern originale, comunque niente paura: le istruzioni sono dettagliate e semplici. Ciao!
VRUM VRUM!

mercoledì 23 gennaio 2013

Provati per voi: Caffè della Basilica (Torino)

Accidentaccio a me, che esco sempre senza macchina fotografica! Ieri sera il Pupo e io siamo andati a cena in un posto che mi piace moltissimo, il Caffè della Basilica, e io non avevo con me la mia fedele fotocamera. Così ho dovuto scattare delle foto col cellulare, ma, dato che il ristorante ha luci soffuse all'interno, sono venute una peggio dell'altra. Peccato, perché volevo farvi vedere che magnifico piatto di gnocchi alla fonduta mi sono mangiata, e che gigantesco stinco di maiale al forno con patate! Tutto buono, soprattutto gli gnocchi. Il Pupo ha scelto, invece: flan di porri con salsa allo zafferano (molto buono), tagliolini salsiccia e verza (discreti) e brasato con polenta di grano saraceno (ottimo).
L'ambiente è particolare, a cominciare dalla posizione del locale, in via della Basilica angolo Galleria Umberto I, una stupenda galleria dove sembra che il tempo si sia fermato, che collega il Quadrilatero a Porta Palazzo. Nella bella stagione c'è anche il dehors proprio nella galleria. Altrimenti, si mangia in un vasto ambiente dal soffitto altissimo, arredato con un mix di industrial e stile rustico, molto ben riuscito; anche il bagno non è dei soliti. C'è un grande bancone per prendersi anche solo un caffè al pomeriggio, e poi vari tavolini quadrati (da quattro a sei posti) per mangiare i piatti del menu, non molto ampio (ma è sempre meglio: vuol dire che gli ingredienti sono freschi) e che cambia ogni settimana (disponibile anche sul sito). Mi piace molto questo posto perché volendo ci si può anche sedere, ordinare una bottiglia e un tagliere di formaggi e affettati misti accompagnati da squisiti grissini e ottimo pane, e cenare così; il tagliere più caro, quello da 4 formaggi + 4 salumi, costa €12 e basta decisamente per due! Al massimo, se proprio siete golosissimi, potreste coronare il tutto con un bel dolce, come zabaione al porto bianco con ananas, yogurt greco con miele (l'ho provato, molto buono) o tarte tatin con panna acida.
Vi ho fatto venire fame? E sete, ne avete? Perché forse vi interesserà sapere che il Caffè della Basilica serve ottime birre artigianali, mentre degno di nota è il fatto che la carta dei vini (non lunga) ha dei prezzi davvero ragionevoli, con bottiglie che al massimo costano €17. Quindi, niente sorprese al momento di ricevere il conto: più o meno €30-35 a testa se mangiate tre piatti ciascuno e bevete una bottiglia di acqua minerale e una di vino in due (più o meno antipasti €7, primi €7,50, secondi €12, dolci €5).
Consigliato, anche già solo per l'ambiente.

Caffè della Basilica, via della Basilica 3, Torino
dal lunedì al sabato, dalle 12 alle 14.30 e dalle 19.30 alle 2; chiuso la domenica


lunedì 21 gennaio 2013

Cuscinetto ricamato a punto croce


Ciao a tutti. Lo so, lo so: Natale è finito e non se ne può più di freddo, di panettoni e di decorazioni (anche se io le lucine le tengo fino a Pasqua... almeno), ma oggi volevo mostrarvi un cuscinetto a punto croce che ho regalato per Natale a mia mamma. Vi piace? Sono perfino riuscita a cucirlo in modo accettabile, nonostante le mie scarse attitudini. Il ricamo è a punto croce su tela aida, in origine bianca, ma che prima di cominciare a ricamare ho tinto in un misto di tè e caffè d'orzo per moka (è un caffè d'orzo schifoso: lo userei per qualsiasi altra cosa pur di non farci il caffè!). Il retro del cuscinetto è un pezzetto di tela bianco panna. Ho inserito anche un nastrino, caso mai lo si volesse appendere. Lo schema del ricamo viene da un sito che vi consiglio caldamente, perché è una miniera inesauribile di fantastici schemi a punto croce:
Che ne dite? Vi piace? 

domenica 20 gennaio 2013

Tutorial uncinetto:
come si avvia il lavoro

Ciao a tutte! Benvenute sulla mia nuova rubrica Uncinetto: tutti i punti. Dopo vari, disastrosi tentativi di registrare un video-tutorial, ci ho rinunciato e ho deciso di fare un foto-tutorial. Spero che sia chiaro lo stesso. Oggi vediamo la prima cosa che bisogna saper fare per lavorare all'uncinetto, e cioè...
come avviare un lavoro.
In questo tutorial vedremo uno dei vari metodi per avviare il lavoro, quello che uso io e con cui mi trovo bene da sempre, ma in rete ne potete trovare sicuramente anche altri per poi scegliere qual è quello che fa per voi. Questo è l'avvio di un lavoro «orizzontale», diciamo così, cioè in cui si eseguono delle righe di maglie; più avanti farò un tutorial per spiegarvi come si avvia invece un lavoro circolare, tipo un centrino o un amigurumi.
Ma basta con le ciance, che qui dobbiamo metterci sotto col lavoro! Siete pronte? VIA!!!

1. Impugnando l'uncinetto (d'ora in poi «u.») con la mano destra, tenete un capo del filato fra pollice e indice della sinistra e passate il filo sopra l'uncinetto.
2. Passate il capo del filo dietro l'u. e tenete il filo lungo con medio, anulare e mignolo della mano sinistra.








3. Portate verso di voi il capo, in modo che stia a sinistra del filo lungo (si forma come un'asolina).








4. Passate l'u. sotto il filo lungo.









5. Fate scorrere l'asolina di destra verso la punta dell'u.






6. Aiutandovi con pollice e indice della mano sinistra...








7-8 ... fate passare l'u. attraverso l'asolina.

















9. Si forma un nodino e intorno all'u. si è venuta a creare la vostra prima asola.








10. Regolate la larghezza di quest'asola tirando il capo (per allargarla) o il filo lungo (per stringerla).







11. L'asola dovrà essere abbastanza larga da farci eventualmente passare attraverso un altro u. della stessa misura.







Nella prossima puntata: la catenella!
P.S. Mi raccomando, se avete consigli per migliorare i miei tutorial, non esitate a darmeli!

venerdì 18 gennaio 2013

Smalto per unghie amigurumi


Ciao a tutte! In internet ho trovato due bellissimi schemi in inglese per fare delle boccettine di smalto con l'uncinetto, grazie alla tecnica amigurumi.
Vi do gli schemi che ho tradotto.


Smalto rosa chiaro e smalto rosso
(schema originale qui)

BOCCETTINA (rosa chiaro o rossa)
Giro 1: in un anellino magico, lavorate 5 mb
Giro 2: 2 mb in ogni maglia (= 10)
Giro 3: *1 mb, 2 mb in una maglia* tutt'intorno (= 15)
Giro 4: mb tutt'intorno lavorando solo nella metà della maglia verso di voi (= 15)
Giri 5-10: mb tutt'intorno (= 15)
Giro 11: 7 dim, 1 mb (= 8)
Imbottire, tagliare e fermare il filo.

TAPPO (nero)
Giro 1: in un anellino magico, lavorate 8 mb
Giro 2: mb tutt'intorno lavorando solo nella metà della maglia verso di voi (= 8)
Giri 3-7: mb tutt'intorno (= 8)
Imbottire, tagliare il filo lasciandolo lungo.

Cucire il tappo alla boccettina.



Smalto fucsia
(schema originale qui)

BOCCETTINA (rosa fucsia)
Giro 1: in un anellino magico, lavorate 7 mb, sc 7
Giro 2: 2 mb in ogni maglia (= 14)
Giro 3: *1 mb, 2 mb in una maglia* tutt'intorno (= 21)
Giro 4: mb tutt'intorno lavorando solo nella metà della maglia che sta dietro (= 21)
Giro 5: mb tutt'intorno (= 21)
Giri 6-9: mb tutt'intorno (= 21)
Giro 10: lavorando solo nella metà della maglia che sta dietro, *1 mb, 1 dim* (= 14)
Giro 11: *1 mb, 1 dim* fino alle ultime 2 maglie, 1 dim (= 9)
Fermate e tagliate il filo rosa fucsia e attaccate il filo nero.

TAPPO (nero)
Attaccandovi con il filato nero al giro 11 della boccettina:
Giri 1-?: mb tutt'intorno lavorando solo nella metà della maglia che sta dietro (= 9)
Potete lavorare quanti giri volete fino a dare la lunghezza desiderata al tappo. Dopodiché, imbottite anche il tappo e se occorre ancora un po' la boccettina.
Giro penultimo: 1 dim tutt'intorno (= 5)
Giro ultimo: 1 dim x 2 volte, passate il filo nelle maglie e tiratelo fino a chiudere il forellino.

mercoledì 16 gennaio 2013

Recensione libro: L'anno della lepre,
di Arto Paasilinna

Il protagonista di questo bizzarro romanzo è Vatanen, un giornalista quarantenne di Helsinki che, dopo aver investito una lepre che poi fugge in un bosco, decide d'inseguirla nel folto degli alberi. Così facendo si lascia dietro le spalle tutta la sua vita: lavoro, moglie, città. Trovata la lepre, la fa medicare e la fa diventare domestica. Inizia così l'avventura di Vatanen e della sua lepre, che li porterà ad attraversare la Finlandia da sud a nord, da Helsinki alla Lapponia, fino all'Unione Sovietica, in una serie di peripezie on the road scanzonate, irriverenti e ironiche come è lo stile dell'autore, Arto Paasilinna, ma a tratti anche toccanti, persino angoscianti, comunque sempre coinvolgenti. E' una fuga, quella di Vatanen, e infatti il libro inizia con una fuga (metaforica) e finisce con una fuga (concreta). Un bel libro, che ho letto con piacere, anche perché aiuta ad avvicinarsi a una cultura di cui poco o nulla conosciamo, quella finnica, e lo fa soprattutto attraverso il paesaggio, la natura, gli animali, che sembrano quasi i veri coprotagonisti piuttosto che gli altri esseri umani, presenti sì, ma un po' come sfuocati, secondari, di sfondo. Mi è piaciuto di più un altro romanzo di Paasilinna, Il bosco delle volpi, che consiglio senz'altro; ma anche questo è decisamente un bel libro, che scivola via veloce e lieve come un fiocco di neve che scende sulla Lapponia. Bello; gli do 4 su 5 come voto.

L'anno della lepre
di Arto Paasilinna, ed. Iperborea, 2012 (orig. 1975), € 13,00, 192 pagine

lunedì 14 gennaio 2013

Consigli beauty: bicarbonato
di sodio come deodorante

Ciao, cari lettori. Non potevo non inaugurare questa nuova rubrica, Consigli beauty, con quello che per me è stato il prodotto-rivelazione per eccellenza, più degli ombretti stick della Kiko o del primer occhi e via dicendo (che per altro adoro e di cui vi dirò in altri post). Di quale miracoloso prodotto vi sto parlando? Del bicarbonato di sodio usato come deodorante! Nella foto vedete quello della Solvay, ma se ne trova di mille marche e sottomarche, e sono tutte uguali perché è un sale, e quindi non è che una ditta lo possa fare in un modo e un'altra ditta in un altro modo. E' sempre il bicarbonato di sodio, detto più comunemente bicarbonato. Ebbene, fra i mille, svariatissimi usi che ha questo prodotto miracoloso ce n'è anche uno che non tutti conoscono: deodora. Intendo le ascelle! Fino a un paio d'anni fa avevo un problema, e ve lo svelo senza imbarazzi: dopo essermi lavata, messa un deodorante e indossato un qualunque capo pulito (compresi quelli in microfibra traspirante), passati 15 minuti già puzzavo. La cosa inquietante è che non era tanto la mia pelle a maleodorare, bensì il capo che indossavo; e anche lavando le magliette non c'era nulla da fare: dopo poco che le avevo indosso puzzavano. Sono arrivata al punto di buttare via un mucchio di t-shirt inutilizzabili! Inutile dire che ho provato un'infinità di deodoranti: dagli spray agli stick, dalle creme 7 giorni (nel senso che il tubetto ti dura 7 giorni e poi finisce...) all'allume di potassio. Niente, tutto come prima. Un minimo ha funzionato lo stick alla verbena di Yves Rocher, ma solo nel senso che riuscivo a restare deodorata per più di 15 minuti. Per il resto, tutti soldi buttati. Per non parlare delle schifezze chimiche contenute dei deodoranti, del buco dell'ozono, dei flaconi che inquinano e così via.
Poi, un giorno, un bel giorno, ho letto in internet che il bicarbonato funziona come deodorante. Mi son detta: proviamo! Si bagna la punta dell'indice, s'intinge nella polverina e si sfrega sotto le ascelle. Miracolo!!! Credeteci o meno, ma finché non ci si lava l'effetto dura, e a volte anche dopo essersi lavati! Parto al mattino, vado in palestra, a correre (e io sudo parecchio), mi stresso sul lavoro, metteteci tutto quello che volete, ma arrivo alla fine della giornata che profumo di... niente! Eh sì, perché il bello del bicarbonato è anche che non ha un profumo, come i deodoranti, che non sempre piace o che magari cozza con altri profumi che abbiamo indosso, come eau de toilette e così via. Il bicarbonato sa solo lievemente di... sale, ma ci si deve proprio mettere il naso dentro! Per scrupolo ho anche chiesto al mio medico se per caso ci sono delle controindicazioni, e lui mi ha detto di andare tranquillissima; d'altronde, lo si utilizza come lievito, come digestivo (quindi per uso interno), e poi serve per sbiancare i denti, per togliere gli odori dal frigo, per deodorare il bucato, per togliere l'odore di pesce o cipolla dagli utensili di cucina, per lavare i pavimenti (sgrassa), come anticalcare in lavatrice e lavastoviglie... Sono infiniti gli usi del bicarbonato, e in più costa pochissimo, circa 1,50 euro, e dura un sacco. L'unica cosa che potrebbe darvi fastidio è che, appena appena depilate col rasoio, dato che è un sale può bruciare un po' (ma solo se vi siete irritate la pelle col rasoio), ma passa subito, e comunque anche molti deodoranti "bruciano", per non parlare delle allergie. Altro vantaggio è che non macchia gli abiti scuri. Insomma, avrete capito che ve lo consiglio caldamente. A me ha cambiato, se non proprio la vita... be', quasi!
Ciao e a presto con altri consigli beauty!

sabato 12 gennaio 2013

Provati per voi:
Ristorante Persiano Sharazad

Ed eccoci al primo appuntamento del 2013 con la rubrica Provati per voi. Questa volta andiamo... in Persia, niente meno, per assaggiare i deliziosi piatti di quella cucina. In realtà, non c'è bisogno di fare tanta strada per gustare un buon piatto persiano; basta andare a Torino, in via dei Mercanti n. 3, al ristorante Sharazad. Io e il Pupo ci siamo già stati varie volte, la prima una piovosa notte bianca, quando, affamati e umidicci, abbiamo visto questo locale nella zona che più amo di Torino, fatta di viuzze strette e suggestive, a due passi da via Roma e a uno solo da via Garibaldi (anzi, via dei Mercanti è proprio una traversa di via Garibaldi). Quella volta il ristorante era strapieno, così ci hanno fatto accomodare al piano superiore, dove c'è una saletta graziosissima, senza sedie ma con tanti tanti pouf, tavolini bassi e tappeti colorati. E già allora abbiamo mangiato molto bene. Poi ci siamo tornati varie volte, e spesso per pranzo, convenientissimo se si sceglie una delle combinazioni; per esempio, il "menu studenti" (niente paura, lo danno anche a chi non studia più da un pezzo, come la sottoscritta...): megapanino kebab (di facile digestione, contrariamente a molti altri che si trovano in giro), bibita o acqua, dolce al cocco, il tutto per 5 euro. L'ultima volta, invece, ho preso uno Sharazad grande, un maxi piatto con patatine fritte, kofta di carne, falafel, insalata, striscioline di kebab. Da bere, consiglio vivamente il karkadè, servito freddo e dissetantissimo, oppure il delizioso tamr hindi, una bibita di datteri indiani, che dal nome direi che sono i tamarindi. I dolci al cocco sono fantastici, e il pane piatto che portano senza bisogno di chiederlo è molto buono. Il Pupo ha preso un piatto di riso con salsa alla melagrana e uno spezzatino che si scioglieva in bocca, tenerissimo e squisito (ci ho "messo il becco", ovviamente!). Ci hanno sempre servito in tavola delle persone gentilissime, e una cosa che secondo me è un ottimo segno è il fatto che a pranzo abbiamo trovato spesso dei persiani che mangiavano lì, il che significa che è una cucina buona e "autentica" (avete mai visto dei cinesi che mangiano al ristorante cinese?) Insomma, ve lo consiglio davvero. P.S. Fanno anche la pizza!

Ristorante Sharazad
via dei Mercanti, 3 - Torino

giovedì 10 gennaio 2013

Timballo di cappelletti in crosta


Ecco una ricettina facile, veloce e che richiede pochi ingredienti. Confesso che l'ho scopiazzata da mia mamma... Il risultato è un primo buono da mangiare e anche bello da vedere.

Ingredienti
• 1 confezione di pasta sfoglia pronta rettangolare
• 1 confezione di cappelletti (250 g)
• 1 cartoccio di panna da cucina (200 ml)
• un po' di piselli in lattina o tetrapack
• qualche dadino di scamorza affumicata

Bollite i cappelletti, scolateli e mescolateli con la panna (io ho usato circa metà cartoccio), un po' di piselli e della scamorza affumicata a dadini; se volete salate, ma i cappelletti sono già piuttosto saporiti. Srotolate la pasta sfoglia e, senza togliere la carta da forno, rivestite con una metà circa una vaschetta di alluminio usa e getta rettangolare, di quelle da 4 porzioni. Con una forchetta bucherellate la pasta nella vaschetta e versateci il composto di cappelletti. Coprite il tutto con la parte di sfoglia rimasta fuori dalla vaschetta, chiudendo il timballo «a libro», e sigillante bene i bordi della pasta. Infine bucherellate anche la parte superiore della pasta. Infornate finché la sfoglia non sarà bella dorata.


mercoledì 9 gennaio 2013

Premio «Liebster Award»



Ringrazio moltissimo La Nana del blog http://lananapatch.blogspot.it/, che mi ha assegnato il premio Liebster Award. Ora è il mio turno di dare questo premio a cinque blog con meno di 200 follower:

http://ricreanna.blogspot.it/
http://dalisa-imieihobby.blogspot.it/
http://ilblogdigermana.blogspot.it/
http://sweethugssweet.blogspot.it/
http://blogtizy.blogspot.it/


Andate a dare un'occhiata a questi blog, perché sono pieni di magia e di belle cose!

lunedì 7 gennaio 2013

Recensione libro: Cell, di Stephen King

Uno dei più brutti libri che abbia mai letto, di una noia mortale, con un'idea di partenza abbastanza interessante, ma in fondo niente di particolarmente originale, come fa già intuire la dedica al regista Romero, quasi a chieder scusa per la scopiazzatura; un'idea da cui poi scaturisce un fiume di inutili parole, di azioni scontate e di personaggi improbabili (il bambino dodicenne che parla come un professore del politecnico è a dir poco stucchevole). Un'occasione che poteva essere buonina, ma che invece si è persa in una vischiosa brodaglia di banalità e lungaggini, della serie «più sono le battute = maggiore è il guadagno», tipico modus opernadi dell'industria editoriale americana. Sconsigliatissimo.

Cell 
di Stephen King, ed. Sperling & Kupfer, € 18,00

venerdì 4 gennaio 2013

Calza della Befana all'uncinetto


L'Epifania tutte le feste si porta via: peccato! Va be', prendiamola con filosofia: se fosse sempre festa non ci sarebbe più gusto. (Però qualche giorno in più non avrebbe guastato...)
Ma bando con le ciance e passiamo a una decorazione che non può mancare nella casa di una uncinettomane: la calza della Befana! Ho trovato lo schema in questo blog, ma se ne può vedere un  esempio anche qui. Ho preferito fare la calza in colori più natalizi e meno vivaci, cioè in rosso e bianco, ma anche multicolor è stupenda: a voi la scelta! Eccovi dunque la mia traduzione delle spiegazioni, con indicati anche i cambi di colore che ho fatto:

Con il BIANCO, fate un anellino magico.
Giro 1: 10 mb nell'anellino magico
Giro 2: 2 mb in ogni maglia del giro precedente (= 20)
Giri 3-6: 20 mb (1 mb in ogni maglia del giro precedente)
Cambiare colore e passare al ROSSO:
Giri 7-11: 20 mb

Ora avete fino la parte del «piede». Adesso comincia il «tallone», con il colore BIANCO:
Giro 12: lavorate 10 mb su metà delle maglie del giro precedente
Giri 13-17: voltate, 1 cat, 10 mb
Cucite col filo bianco il giro 17 piegandolo a metà, lasciando invece aperte le due parti laterali.

Finito anche il tallone! Ora cominciamo la parte della «caviglia», di nuovo con il filo ROSSO:
Giro 18: 22 mb (lavorate 6 mb su un lato del tallone bianco + 10 mb  sulla parte rossa del giro 11 + 6 mb sull'altro lato del tallone bianco = 22 mb)
Giri 18-22: 22 mb
Con il BIANCO: Giri 23-26: 22 mb
Con il ROSSO: Giri 27-31: 22 mb
Con il BIANCO: Giri 32 e 33: 22 mb

Finito! Volendo, potete fare una catenella di 30 maglie e attaccarla al bordo della calza per appenderla.
Buona Befana a tutti!

mercoledì 2 gennaio 2013

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