martedì 31 gennaio 2012

Il primo amore non si scorda mai:
il punto croce!

Eh, sì: è proprio vero. Il primo amore non si scorda mai. E il mio «primo amore» in fatto di lavoretti femminili è stato il punto croce. Be', in realtà ho imparato prima a uncinettare che a usare l'ago da ricamo, ma quella è stata un'«infatuazione» adolescenziale (che comunque continua a far sentire i suoi effetti...). Il vero amore è arrivato qualche anno dopo.
In questi giorni di freddo, neve, campagna... e soprattutto zero voglia di lavorare, ho ripreso alcuni ricami iniziati l'anno scorso, e in un battibaleno li ho finiti. Oggi ho comprato una cornice per inquadrettarli, ma per ora non posso ancora mostrarveli perché devo lavarli/stirarli/montarli. Così ho pensato di postare invece un sampler che ho ricamato nel lontano (ahimè: quanto lontano!) 2006. Si ringrazia sempre mia mamma che ha provveduto a trasformarlo in un bellissimo cuscino.
Spero che vi piaccia. Ciao!


domenica 29 gennaio 2012

Domenica sotto la neve!


Oggi ho deciso di non lavorare: voglio ciondolare per casa cercando di annoiarmi il più possibile. Sarebbe una bella novità! E così, stamattina ho poltrito sotto il piumone, anche perché causa neve era saltata la luce e il riscaldamento non era acceso. Dopo colazione, però, io e il Pupo non abbiamo resistito e siamo andati a zampettare nella neve: quanta, che ne è venuta! E continua! Qui in campagna è bellissimo. Siamo un po' isolati, è vero, ma finché non si è obbligati a spostarsi si sta davvero bene. Ecco qualche foto che ho scattato durante la nostra passeggiata.










giovedì 26 gennaio 2012

Coperta all'uncinetto
(granny squares)

Complice il freddo, ho tirato fuori dalla naftalina una coperta di lana all'uncinetto che ho fatto un'infinità di anni fa: saranno 25, ormai (ero proprio una fanciullina...). Mi piace sempre, e così ho pensato di fotografarla e postarla. All'epoca c'era ancora mia nonna, che, da brava sferruzzatrice, aveva un baule pieno zeppo di gomitoli «di scarto», rimasugli di lavori che aveva finito. Erano bellissimi gomitoli, uno diverso dall'altro. Ma che fare con lane diverse per spessore e colore?
Tanti quadrati all'uncinetto!
Mia nonna mi aveva prestato un libro fantastico (che ora ho ereditato), grazie al quale ho imparato a lavorare a crochet: mi sono messa lì con santa pazienza e ho fatto un punto dopo l'altro, spiegazione dopo spiegazione.
E poi sono arrivata ai motivi patchwork, l'ideale per utilizzare i gomitoli del baule. Così ho raggruppato due o più colori per volta e con un grande uncinetto ho lavorato tante mattonelle.
All'epoca mi ricordo che non si chiamavano ancora granny squares, ma semplicemente «quadrati all'uncinetto».
Eccovi qui lo schema perso dal libro portentoso:
 Lavorati tutti i quadrati, ricordo che ci misi un bel po' a decidere come accostarli uno all'altro in base all'effetto cromatico; alla lunga – e coinvolgendo tutta la famiglia – sono arrivata al risultato che vedete in foto.
Ammetto però che il lavoro in lana nera per unire i vari quadrati è stato opera di mia nonna, perché io non ero così brava... Comunque, la coperta dopo 25 anni è ancora in ottima forma (beata lei!), caldissima e allegra. Spero piaccia anche a voi. Per me è speciale per tanti motivi, tanti ricordi...

sabato 21 gennaio 2012

Ritorno in città

E così, rieccomi in città dopo una parentesi campagnola. Come sempre, il Pupo e io ci siamo andati con l'intenzione di starci una settimana, ma poi, alla fine, la settimana si è trasformata in venti giorni: si stava troppo bene, là. Silenzio, tranquillità, semplicità, ritmi più rilassati, nonostante avessimo con noi un bel po' di lavoro da sbrigare. Ma là sembrava di lavorare... in vacanza!
Guardate il penultimo giorno che meravigliosa brinata abbiamo avuto. Sembrava il paesaggio delle fate, un posto incantato.

giovedì 12 gennaio 2012

Provati per voi: Cantina del Ponte (Cocconato, AT)


Ieri pomeriggio il Pupo e io abbiamo abbiamo approfittato di queste belle giornate invernali, limpide e soleggiate, per farci un giretto in auto per stradine secondarie tra le colline astigiane. E per coronare la gita ci siamo presi un bicchiere di vino in un bel posticino di Cocconato, una vineria-bar che fa anche ristorazione. Qualche tempo fa ci abbiamo anche mangiato, e devo dire che il menu è molto interessante, con prodotti e piatti tipici della zona, come ad esempio la schiciòla (una sorta di piadina farcita, fatta con l'impasto degli agnolotti e fritta), la squisita robiola di Cocconato e i salumi. Ma la zona è anche terra di vini, e così ieri ci siamo "limitati" a un calice di barbera. Col vino ti portano anche qualche stuzzichino, ma per fortuna niente di elaborato né in quantità esagerata: se si vuole un aperitivo, non ci si deve togliere già tutta la fame prima di cena, giusto? In effetti trovo piuttosto deplorevole l'abitudine, tipicamente "metropolitana", di dare una montagna di cibarie a chi magari voleva solo bersi un goccio di vino (certo, è una buona scusa per chiedere cifre esagerate per un bicchiere di vino!). Niente di tutto ciò alla Cantina del Ponte: qualche oliva taggiasca, due crostini, qualche fetta di salame e di formaggio, per una spesa di 2,60 euro a testa! Volendo, si può anche acquistare il vino da asporto, in bottiglia, non sfuso. L'ambiente è rustico ma con un ché di elegante, senza esagerazioni, che sarebbero fuori luogo in campagna. La clientela è decisamente variegata: persone del posto che hanno finito di lavorare e si ritrovano per un caffè o un bicchiere, gente di una certa età e alla buona, e turisti (come il Pupo e io...). Se passate per Cocconato (e ne vale la pena: è un bel posto, in mezzo alle magnifiche colline del Monferrato), fateci un salto!

Cantina del Ponte, piazzetta Cavour 25, 14023 Cocconato (AT)
chiuso il lunedì



lunedì 9 gennaio 2012

Una ghirlanda invernale all'uncinetto


Vi ricordate il fiocco di neve all'uncinetto? In quel post l'avevo usato per abbellire un pacchetto dono di Natale. Ne avevo fatto solo uno; poi però ci ho preso gusto: mi sono comprata un gomitolo di acrilico bianco ghiaccio con fili di lurex (1 euro) e l'ho trasformato in una "nevicata" di fiocchi di neve! Poi li ho uniti tutti con una semplicissima catenella. Il risultato è una ghirlanda da appendere dove si vuole, in attesa della neve vera. Io per ora l'ho appesa sul caminetto. Trovo che faccia proprio un bell'effetto.


martedì 3 gennaio 2012

Neve e... un cuscino arcobaleno

La mia "trasferta" campagnola prosegue. Chissà per quanto ancora; l'ultima volta che io e il Pupo siamo venuti qui "per una settimana", alla fine ci siamo rimasti un mese! Ogni tanto, però, ci tocca fare un salto in città per questioni lavorative, come ad esempio è successo ieri mattina. Dopo poche ore di caos e stress, non vedevo l'ora di tornare qui. E finalmente nel pomeriggio ci siamo liberati delle rogne di lavoro e siamo ripartiti in auto alla volta della pace e della quiete. Ma chi si aspettava che al nostro ritorno avremmo trovato la neve?
La sera, per rinfrancarci dell'ansia della giornata trascorsa in città, ci siamo dedicati all'assoluto ozio. Dopo una cenetta semplice ma molto apprezzata (a volte anche un piatto di gnocchi confezionati può essere speciale), ci siamo guardati in streaming un episodio della Signora in giallo, un telefilm che guardava già mia nonna, la quale certo non amava i programmi troppo "coinvolgenti"; e io, specie in certe occasioni, non sono da meno: ben vengano gli omicidi, ma in una cornice tranquillizzante come quella di Cabot Cove (o di Midsomer, ma questa è un'altra storia... pardon: telefilm)!
Terminato l'episodio, mi sono dedicata al mio nuovo lavoro all'uncinetto: un cuscino di tantissimi colori arcobaleno. Il "cuscino del buonumore", lo chiamo io ironicamente. Però in effetti tutti quei colori mettono allegria. E, uncinetta uncinetta, nella pace della campagna ieri sera l'ho finito!
Raccapricciante, vero, l'effetto del cuscino sullo sfondo di quel piumone? 
Be', non sapevo altrimenti dove metterlo in posa, quindi... vi prego di chiudere un occhio!
Che ne dite? Vi piace?

domenica 1 gennaio 2012

Provati per voi: Osteria d'la Piassa (Moransengo, AT)

Innanzitutto, auguri di buon anno!!! Che emozione: il primo post del 2012!
Sono tornata in campagna, dove mi fermerò qualche giorno per stare lontana dalla frenesia e dal consumismo della città in questo periodo di feste.
E così ne approfitto per ricamare, lavorare all'uncinetto, leggere, lavorare (ahimè, il lavoro mi segue dappertutto...). Ma anche per andare a mangiare nei buoni ristoranti della campagna piemontese, dove il cibo e il vino sono sostanziosi, genuini e molto economici, se confrontati coi prezzi di Torino.
L'altra sera col Pupo siamo andati all'Osteria d'la Piassa, a Moransengo in provincia d'Asti. In realtà dovrei dire "siamo tornati", perché non era la prima volta che ci mangiavamo, anzi!
Abbiamo preso il menu completo:

4 antipasti a scelta 
(acciughe al verde, carne cruda, affettati misti, sformato di zucca), 
2 primi a scelta 
(agnolotti, risotto ai funghi), 
1 secondo a scelta
(arrosto con prugne e mele cotte)
1 dolce a scelta 
(sfogliatina di mele alla cannella con gelato di vaniglia), 
vino (in bottiglia, non "della casa"), acqua e caffè

Prezzo: 30 euro a testa.
Decisamente consigliato.

Osteria d'la Piassa, piazza Ferrero, 14023 Moransengo (AT)
pranzo e cena venerdì, sabato e domenica

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