lunedì 24 aprile 2017

London calling

Bentrovati a tutti, cari amici lettori!

Oggi voglio inaugurare una serie di post per raccontarvi della mia vacanzina a Londra. Ovviamente, un post solo non potrebbe bastare, anche se sono stata nella capitale britannica per poco. Ma in quei due giorni interi più un pomeriggio e una mattina ho vista davvero un sacco di cose. Era la mia prima volta a Londra, così, un bel po' di tempo prima di partire, mi sono preparata vari itinerari giornalieri, che ho strutturato in questo modo:

• Primo giorno (pomeriggio): City
• Secondo giorno (intero): West End
• Terzo giorno (intero): Hyde Park; Kensington; Notthing Hill
• Quarto giorno (mattinata): South Bank

All'interno di ogni giornata ho pianificato le cose più interessanti da vedere, ma solo da fuori, perché avendo così poco tempo a disposizione non mi è parso il caso di perdere delle ore nelle visite a musei e chiese (sarà per un'altra volta...).
Per la pianificazione mi sono basata sulla guida Londra di Lonely Planet-Edt, sia nella versione lunga sia in quella pocket – di cui fra l'altro ho corretto le bozze, dato che lavoro per questo editore.


Era un sacco di tempo che volevo andare a Londra, ma fra una cosa e l'altra ho sempre rimandato. Poi, però, il settembre dell'anno scorso ho saputo che la mia amata rock band The Who avrebbe suonato l'opera rock Tommy per intero niente meno che alla Royal Albert Hall tra fine marzo e inizio aprile del 2017. Così ho colto l'occasione per spiccare il volo verso Londra!
Già che c'eravamo, io e il Pupo abbiamo anche comprato i biglietti per The Phantom of the Opera, il magnifico musical di Andrew Lloyd Webber, che viene messo in scena sei giorni su sette tutto l'anno allo Her Majesty Theatre.
Abbiamo poi prenotato un hotel della catena Premier Inn, situato in ottima posizione, a 10 minuti a piedi dalla Tower of London e dal Tower Bridge e vicinissimo alla stazione della metropolitana Aldgate East. Ma vi parlerò dell'hotel in un altro post.

Ma ora iniziamo la nostra gita a Londra, partendo ovviamente dal primo giorno.
Fra volo e spostamento dall'aeroporto di Stansted all'hotel, sistemazione in camera e cambio di abiti, il nostro pomeriggio è cominciato alle 15 circa.
Prima tappa dell'itinerario, visto che eravamo a due passi, doveva essere la Tower of London. Ma poi, come tipico dei Pupi, abbiamo fatto una piccola deviazione subito a est, dove abbiamo scoperto un delizioso porto sul Tamigi: i St Katharine Docks.


Da lì, in due passi abbiamo raggiunto la Tower of London.


In queste foto si vede la Tower con sullo sfondo la City.  


Si possono notare alcuni grattacieli che ormai formano lo skyline di Londra: da sinistra, il Walkie Talkie, il Cheese Grater (Leadenhall Building) e l'iconico Gherkin (quello a forma di «cetriolo», per l'appunto).


Non avevamo ancora pranzato, così ci siamo fiondati in un Pret a Manger, una catena di negozi che vendono panini in stile francese, insalate, viennoiserie, smoothie, succhi, caffè e così via, da mangiare e bere sul posto o da portar via. Di questi Pret a Manger ce n'è a dozzine, a Londra: una bella comodità, perché costano poco e sono buoni. Rifocillati, ci siamo rimessi in marcia verso ovest lungo Cannon Street, una bella strada con palazzi maestosi, che corre parallela al Tamigi.






Cannon St è davvero una strada trafficata: auto (per lo più taxi), autobus rossi a due piani, ma anche biciclette e pedoni, che camminano velocissimi. In effetti, una cosa che ho notato (con sollievo...) è che le donne, anche le più eleganti, in quella zona hanno tutte le sneakers. Comunque, per togliersi dal traffico, basta deviare di un paio d'isolati per scoprire angoli tranquilli e silenziosi: una bella residenza, il giardinetto di una chiesa...



Nei pressi di Cannon St sorge il Monument, una colonna alta 60 metri che ricorda il Grande Incendio di Londra del 1666, che praticamente rase al suolo la città. Infatti, quella che oggi appare come una zona ipermoderna, il quartiere degli affari, dei grattacieli e degli edifici avveniristici, cioè la City, corrisponde in realtà a quella che era la vecchia Londra: in passato, Londra era la City!


Continuando su Cannon St si arriva alla Cattedrale di Saint Paul, che non ha bisogno di presentazioni.


Superata di poco la cattedrale, abbiamo svoltato a destra in Old Bailey Street e siamo andati verso nord fino allo Smithfield Market, il mercato della carne, aperto dalle 2 di notte alle 10 del mattino. E' un mercato storico: Dickens in Grandi speranze ne parla come di un posto infernale, lercio e malsano (come doveva essere gran parte della città in qull'epoca, a dire il vero...). Noi l'abbiamo attraversato quando era ormai chiuso, e di certo non è più come doveva essere in epoca vittoriana – però abbiamo visto un topolino che si aggirava furtivo sotto le arcate in ferro battuto colorato!

Attraversato il mercato, abbiamo cominciato a zigzagare un po' «a naso» nella City dei grattacieli, andando verso est, in modo da fare ritorno al nostro hotel. La cosa bella della City è la sua commistione di edifici avveniristici, torri scintillanti di vetro, ma anche chiesette in rovina, vecchi pub e angolini inaspettati. Come il Leadenhall Market, che non è più un mercato coperto, bensì un'elegante galleria in ferro e vetro con negozi e pub, risalente all'Ottocento. Compare anche nei film di Harry Potter!



 
La City è strana... Ha edifici altissimi, ma le strade sono piuttosto strette, per cui dà un senso di vertigine, ha un che di claustrofobico, e decisamente un grande fascino.

Qui sotto, a sinistra, l'edificio dei Lloyd's of London, di Richard Rogers. 



Il Gherkin (30 St Mary Axe), l'iconico grattacielo progettato da Norman Foster.

 
Come dicevo, in mezzo a questa foresta di grattacieli ci sono angoli antichi, spazi più ariosi, e soprattutto invitanti pub. Quando siamo passati da quelle parti, erano le cinque e mezzo circa, e i pub erano presi d'assalto dagli impiegati della City, che, usciti dagli uffici, con i loro abiti eleganti e formali si scolavano pinte di birra degne di un lupo di mare! Un altro dei bei contrasti di Londra...




E così, ancora due passi, e siamo tornati al nostro hotel, che si trova nella parte est della City. Abbiamo cenato in albergo; io ho preso (c'è forse bisogno di dirlo?) un fish and chips, niente male davvero, e ho assaggiato una birra inglese che non mi è spiaciuta, anche se sono una fan delle birre tedesche, in particolare le weiss. Così, stanchi ma soddisfatti e con la pancia piena, abbiamo concluso il nostro primo giorno londinese.

Al prossimo post, con il secondo giorno: maratona-West End!

domenica 26 marzo 2017

Il mio giardino del mese: marzo

Ciao a tutti, carissimi amici e amiche mie!
Eccomi di nuovo qui per fare due chiacchiere con voi. Ormai è primavera e, nonostante le piogge degli ultimi giorni (o forse proprio grazie ad esse), sono spuntati tantissimi fiori nel mio giardino, e i boschi sulle colline intorno a casa sono pieni di alberi tutti bianchi di fiori: sono ciliegi selvatici, castagni, ma anche biancospini. Nel mio boschetto, invece, ci sono le prime foglioline, e il prato è di nuovo tutto verde. I giorni scorsi ho scattato qualche foto per immortalare un po' di questa magnifica natura e per condividerla con voi.
A presto!


  







domenica 12 marzo 2017

Girella amigurumi all'uncinetto

Ciao a tutti, carissimi e carissime!
Oggi che ne dite di una merenda? Magari con una girella al cioccolato?



Trovate lo schema originale sul blog http://grietjekarwietje.blogspot.it/.
Eccovi le mie istruzioni.


Con il giallo: in un anellino magico lavorate 6 maglie basse (mb)
2 mb in ogni maglia (m) (12)
1 mb, 2 mb in ogni m x 6 volte (18)
2 mb, 2 mb in ogni m 6 volte (24)
2 mb, 2 mb nella prima m, *3 mb, 2 mb nella m successiva* x 5 volte (30)
4 mb, 2 mb in ogni m x 6 volte (36)
1 mb in ogni m lavorando solo nell'asola dietro (36)
1 mb in ogni m (36)
1 mb in ogni m (36)

Con il rosso: lavorate una catenella (cat) di 52 maglie.
Lavorate 1 maglia alta (ma) in ogni m, partendo dalla terza catenella dall'uncinetto.
2 cat, voltate e lavorate 1 ma in ogni m.
2 cat, voltate e lavorate 1 ma in ogni m.
Fermate e tagliate il filo.

Con il marrone: lavorate una catenella di 62 maglie.
Lavorate 1 maglia alta (ma) in ogni m, partendo dalla terza catenella dall'uncinetto.
2 cat, voltate e lavorate 1 ma in ogni m.
2 cat, voltate e lavorate 1 ma in ogni m.
Fermate e tagliate il filo.

Mettete la striscia marrone con il dritto sotto, sistemate la striscia rossa a 1 cm dal margine destro di quella marrone e arrotolatele insieme. Dategli qualche punto per cucirle insieme. Inserite la girella rossa e marrone nella base gialla; cucite con qualche punto. Applicate qualche perlina in tinta sopra la girella... et voilà!

domenica 5 marzo 2017

Un po' di amigurumi all'uncinetto
per Pasqua

Ciao a tutti!
Finalmente si sente la primavera nell'aria. Oggi ho ho fatto una passeggiata in campagna con il Pupo, e ho visto nei prati violette, pratoline e tante primule, che io trovo bellissime, con quel color giallo burroso.



Ma, con la primavera, si avvicina anche la Pasqua. Così ho pensato che magari volevate fare qualche lavoretto all'uncinetto in vista delle feste. Quindi ho raccolto qui alcuni dei miei amigurumi pasquali; cliccando su un'immagine, vi si aprirà il post dove troverete lo schema e le spiegazioni per realizzare ogni amigurumi.
Buon lavoro e a presto!










giovedì 2 marzo 2017

Di yoga, minimalismo, rock, vacanze, armonica blues, bullet journal e colori!

A volte ritornano...
E infatti, dopo quasi un anno, rieccomi qua a scrivere un nuovo post sul mio blog. La vita è proprio fatta di corsi e ricorsi. Ogni tanto bisogna interrompere qualcosa, senza prendersela troppo se non si ha più voglia (o tempo...) di farla, e lasciare che sia: quando sarà il momento giusto, la voglia (e con lei anche il tempo) ritornerà, e si ricomincerà a farla.
Così è stato per il mio blog. A poco a poco i post sono diventati sempre più sporadici, fino a interrompersi del tutto. Inutile chiedermi perché: così è stato, e ho capito che certi flussi vanno accettati per come vengono; sforzarsi di nuotare contro corrente sarebbe sciocco e controproducente.
Ma ora la corrente mi ha riportato qui. Non è un «tornare indietro», perché in un anno di cose ne sono successe, anche se magari piccole; piuttosto, è stato un bel giro lungo, durante il quale ho fatto altre cose, ma ora la corrente mi ha riportato al blog, con qualche cosa in più che porto con me.


Ma quali sono queste piccole cose che sono successe? Be', qualcuna è indicata nel titolo di questo post, una specie di condensato di cose nuove che ho scoperto e che mi sono piaciute.

Innanzitutto (ma non in ordine d'importanza), lo yoga. Dopo due tentativi falliti anni fa, ho deciso di riprovarci, grazie a dei video che si possono trovare su YouTube. Li fa una ragazza molto brava. Alcuni sono brevi, di 6-10 minuti; altri invece sono di mezz'ora, e organizzati in successione: bisognerebbe farne uno al giorno per un mese intero. Io per ora sto seguendo il programma YogaRevolution: 31 lezioni, una diversa dall'altra, e mi piace molto. Chissà perché quegli altri due miei tentativi erano falliti...

Un'altra novità che ho scoperto è l'armonica blues. Sì, proprio l'armonica, diatonica per la precisione. Un giorno ho deciso di comprarmene una e provare a soffiarci dentro. Ho subito incontrato il primo ostacolo: nell'armonica non si soffia solo, ma si aspira anche (anzi, perlopiù si aspira), e se in un foro si soffia esce una nota, se si aspira ne esce un'altra. Poi, se si aspira con una certa tecnica, escono altre note ancora (ma questa è un'altra storia...). Ho iniziato per conto mio a strimpellare Oh Susanna, che ormai odio da tante volte l'ho fatta. Poi, però, ho deciso di cominciare a prendere lezioni da uno che sappia suonare davvero, e che suoni blues, roba tipo Muddy Waters, Jason Ricci, Little Walter... Avete presente Little Walter? No? Be', l'ultimo disco dei Rolling Stones l'avrete sentito, no? Ebbene, la canzone che passavano sempre alla radio è una cover di Little Walter; lì l'armonica la suona Mick Jagger, che non è Little Walter, ma comunque tanto di cappello! Nel frattempo ho anche cambiato armonica: ora uso una Tombo Lee Oskar che mi ha regalato il Pupo, ed è davvero ottima (se solo la sapessi suonare...).

In ordine sparso, cos'abbiamo ora di novità? Ah, sì: il bullet journal. Ne avete mai sentito parlare? In pratica, è un'agenda/diario, ma non preconfezionata come quelle che si comprano, bensì personalizzata: te la crei tu come ti è più comodo. In genere si crea un planner annuale, uno mensile, uno settimanale e uno (indovinate un po'...) giornaliero. Ma poi si possono aggiungere un sacco di altre cose utili, come i tracker, o le to-do-list e tutto quello che si vuole. Detto così può sembrare una cavolata, ma vi assicuro che non lo è: è utile e anche divertente. Ma ne parlerò più diffusamente in un altro post.

Poi: le vacanze. Anche qui, arriverà poi un post specifico, anche perché a breve avrò un bel po' di nuove foto da farvi vedere.

Il rock. Eh sì: dove c'è blues c'è anche rock. E per me, rock (classic rock) significa The Who. Non so se vi ricordate, ma in un post del lontano gennaio 2016 inserii, fra le cose che desideravo, andare a vedere un concerto degli Who. Ebbene, l'ho visto! E, se Ticketmaster si degna di mandarmi i biglietti che ho comprato sei mesi fa, fra meno di un mese ne vedrò anche un secondo!!! Chi l'avrebbe mai detto? Io non di certo. E poi, visto che non c'è due senza tre...

Minimalismo. Qui entriamo nella sfera del fashion. Mi sono accorta che il mio guardaroba sta diventando sempre più minimal: capi dalle linee pulite e in colori neutri e basici. Ormai, quando trovo un capo che mi piace, ne compro quattro, uno per colore: bianco, grigio, nero e beige (qualche volta ci aggiungo anche il blu: botta di vita!). Così è molto più facile abbinare il tutto, provare per credere!
Ma se da una parte sono neutra, dall'altra mi scateno con l'arcobaleno grazie al colouring. Conoscete questo passatempo? L'avete mai provato? E' davvero rilassante e piacevole. Ormai, grazie a vari regali del Pupo, ho una bella collezione di colouring book, soprattutto di Johanna Basford. In un altro post ve li mostrerò.

Bene: sarà che non scrivevo da un anno, ma questo post è venuto bello lungo, direi! Ora basta chiacchiere: vado a farmi un giro sui vostri bei blog, perché devo rimettermi in pari con voi e leggere le vostre novità.
Ciao e a presto!

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...